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Considerazioni sulla medicina in Genere
(troppo vecchio per rispondere)
G. Paolo
2009-02-03 08:08:42 UTC
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TUTTO RISALE A BECHAMP E PASTEUR



Ognuno ha la medicina e le cure che si merita



Qualcuno sostiene che l'uso di detti e proverbi è indice di carenza di idee
e di originalità, in quanto si va a pescare comodamente nella saggezza
popolare del passato. Può anche essere.

Fatto sta che certe massime, se scelte in modo accurato e conveniente,
aiutano a farci capire meglio.

Ognuno ha ciò che si merita, è il detto di esordio di questa introduzione.

Quanto ora citato non vale sempre, com'è ovvio. Ma, applicato alla gente in
generale e al suo modo di provvedere alla sua forma e salute fisica, esso ci
può anche stare. Diciamo allora con più precisione che Ognuno ha la
medicina e le cure che si merita.

Questo lo diciamo anche a salvaguardia dei medici presi uno ad uno
singolarmente, i quali, a parte il tipo di formazione metodologica
fuorviante che hanno dovuto subire, sono il più delle volte persone
eccezionali, non meritevoli di essere coinvolte nelle critiche al vetriolo
che si possono e si debbono muovere invece a quell' Ordine Internazionale
della Medicina che si nasconde sotto le varie sigle di EIS (Epidemics
Intelligence Service), NCI (National Cancer Institute), NIH (National
Institute Health), CDC (Centre Disease Control), WHO (World Health
Organization), FDA (Food and Drug Administration), OMS (Organizzazione
Mondiale Sanità), e sotto l'egida dei vari Ministeri della Sanità dei 200
circa paesi della Terra che sono all'ordine dei potenti istituti or ora
nominati.



Le meningiti del Veneto e il solito panico pianificato che fa comodo ai
vaccinatori



Basta vedere quanto è successo a inizio 2008 in Italia, in particolare a
Treviso, per alcuni casi di meningite pubblicizzati ad arte e a dismisura da
chi ha interesse a farlo e a creare il panico.

Una intera popolazione regionale spaventata e terrorizzata per la morte di
due giovani, guarda caso reduci da una notte in discoteca, nei quali è stata
riscontrata poi la presenza del batterio Neisseria Meningitis.

Tutta la regione Veneto del mitico avanzato Nord-Est riversata prosaicamente
addosso alle ASL alla ricerca di una vaccinazione, ignorando che ogni essere
umano possiede normalmente tutti i possibili batteri e virus, e che la loro
attivazione va a produrre malattia soltanto a certe condizioni e ritmi di
vita assurdi e incompatibili.

Il fatto che citiamo è solo una tra i tanti casi di panico che avvengono nel
mondo ogniqualvolta si registra uno o più casi di malattie pericolose,
infettive, o ritenute tali.



Medicina, campione imbattibile nella adozione di teorie fasulle e nel
rigetto di teorie scientifiche



Vale a dire che tutti siamo portatori sani di ogni morbo conosciuto e non,
di ogni peste, di ogni influenza, meningite, di ogni microbo causante
malanni reali o inventati come l'Aids, ma che tutti questi microrganismi
esplicano eventualmente la loro azione (di compresenza patologica a
determinate malattie) soltanto in quei soggetti che se la vanno a cercare.

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Ognuno di noi è infatti dotato di tante e tali difese e protezioni da poter
stare del tutto tranquillo. Barriere che ci permettono di non doverci
assolutamente preoccupare dei cosiddetti focolai di infezione o di gente
della porta accanto colpita da eventuali deficit fisici rari o sconosciuti.



Le vere piaghe e le vere infezioni sono le perverse abitudini alimentari e
comportamentali.

Il mito dell'immunità e la convenienza economica del mito.



Le vere e proprie piaghe, i veri e propri spauracchi che dovrebbero invece
farci paura ed allarmarci davvero, sono le epidemie di stupidità e di follia
collettiva, le perverse abitudini comportamentali ed alimentari, i
cibi-bevande-fumi che accettiamo di assorbire giornalmente senza paura e
senza esitazione.

Succede invece che la gente, specialmente i giovani, poco importa se
analfabeti o scolarizzati, continuano imperturbabili a consumare
carni-latticini-cibicotti e a bere alcolici-nervini-bevandegassate,
continuano ad affollare gaudenti e sfrontati fabbriche di sicura malattia
quali le discoteche e i luoghi chiusi e inquinati, salvo poi rifugiarsi
tremebondi e insicuri, privi di personalità e di attributi, come tante
pecorelle belanti spaventate dal lupo, presso le ASL alla ricerca disperata
di una protezione vaccinatoria che permetta loro di continuare a fare le
aberranti cose che hanno sempre fatto.

Protezione vaccinatoria, beninteso, che esiste solo nella testa dei
produttori di vaccini e dei sanitari addetti all'inoculazione, visto che le
vaccinazioni possono soltanto causare effetti depressivi sulla reattività e
sulla vita stessa dei vaccinati, e non certo apportare qualcosa che non
esiste al mondo, quale la mitica immunità.



Nessuno è immune dal cibo sbagliato che mangia, dalle cose assurde che beve



Niente e nessuno è immune da un avvelenamento dal cibo sbagliato che mangia,
dalle cose assurde che beve, dai suoni metallici tutto volume che ascolta,
dal fumo attivo e passivo di imbecilli che maneggiano mortali sigarette.

La protezione la troviamo tutti nei comportamenti intelligenti, nei luoghi e
nei cibi sani.

L'immunità nessuno la trova da nessuna parte, e tanto meno nei micidiali
intrugli chiamati vaccini, che una medicina allo sbando si ostina a
smerciare.

L'idea vaccinatoria è più o meno come voler pretendere di diventare
abituati-allenati-protetti-immunizzati contro una martellata su un dito,
mediante una effettiva martellata preventiva sul dito medesimo.



L'idea folle inventata da un ignorante stalliere inglese del 18° secolo.

Medicina, campionessa imbattibile nella adozione di teorie fasulle e
strampalate.





Un'idea folle, inventata da un ignorante stalliere inglese del 18° secolo, e
prontamente sottoscritta da una medicina che è per tradizione campionessa
imbattibile nella adozione di teorie fasulle e strampalate, e
nell'accantonamento
di quelle serie e scientifiche.

E' solo così che si possono spiegare scelte incredibili quali come quella di
preferire il chimico francese Louis Pasteur al grande scienziato-medico suo
connazionale e contemporaneo, Antoine Béchamp, autore del testo The Blood
and its Elements (1912), o quella ancor più insensata, per venire ai nostri
giorni, di preferire Montagnier e Gallo, teorici della fallimentare burla di
un inesistente Aids pseudo-causato da un incolpevole virus Hiv, a Peter
Duesberg, maggior microbiologo vivente supportato in massa dai più
prestigiosi scienziati americani, che ha meglio ancora degli altri suoi
colleghi smontato pezzo per pezzo l'intera teoria Aids.



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Un mondo di pecore ammaestrate e guidate dai generali di Atlanta



Dicevamo dunque di una nazione di pecore, guardando il nostro singolo paese,
e di tante nazioni di pecore, guardando il mondo intero.

Un mondo intero militarizzato e presidiato da un apparato medico invadente,
cinico, minaccioso, che ha i suoi Quartieri Generali ad Atlanta-Usa, con
l'EIS,
i NIH e la CDC che fanno da CIA delle malattie, mentre WHO e FDA sono il
Pentagono dei cibi e dei farmaci.

La strumentalizzazione è pressoché totale e si attua a raggiera su ogni
territorio e ogni provincia o comune del mondo, mediante i Ministeri della
Sanità, le ASL e le varie organizzazioni sanitarie periferiche.

Il mezzo televisivo è poi il collante generale che tiene assieme questo
enorme castello medico-mediatico mondiale.

Essere schiavizzati da qualcuno che ha in mano la verità, la giusta
educazione sanitaria e alimentare, i giusti interventi misurati e
intelligenti che guariscono e salvano gli ammalati senza rovinarli, non
sarebbe poi così drammatico e rivoltante.

Potremmo accettare e sopportare agevolmente. Potremmo reggere una situazione
di questo genere.

Ma stare nelle grinfie di un apparato sanitario mondiale incompetente e
corrotto, venale e mercenario quanto basta, intrecciato inestricabilmente a
determinate industrie alimentari e farmaceutiche prive di principi umanitari
e di scrupoli sociali, non è cosa da lasciarci sereni e tranquilli.



Pasteur e Béchamp: La controversia storica tra teoria esternista e
internista della genesi infettiva



La medicina moderna è basata interamente sulla teoria germinale della
malattia, formulata da Pasteur, secondo cui a causare una malattia specifica
è un organismo specifico, e sarà uno specifico vaccino a dare protezione.

Ma diversi dubbi atroci sorsero ben presto su questo dogma pasteuriano.

Alcuni bambini aborigeni, cui era stato somministrato il vaccino come test,
morirono della malattia da cui li si voleva proteggere. Si comprese che, in
certe circostanze, i soggetti diventano suscettibili di contrarre malattie,
e che i germi non fanno altro che approfittare di questo stato di
ricettività.

La rivista Lancet scriveva nel marzo1909 che Quando un batterio infettivo
viene iniettato in un animale, accade spesso che esso provochi sì malattia,
ma una malattia totalmente diversa da quella causata normalmente da quel
batterio.

La risposta arrivò prontamente da Béchamp: La malattia non arriva da quel
batterio, ma è malattia nata da noi e in noi.

Luce ancora maggiore venne fatta sul problema quando si scoperse che Pasteur
plagiava l'opera di Béchamp.



Gli agenti esterni di Pasteur e i microzimi interni di Béchamp



Pasteur era un chimico che aveva lavorato nel campo della cristallografia,
passando a studi su fermentazione e inacidimento relativi a vino, birra,
aceto, latte, burro.

I microrganismi che Pasteur cercava erano a suo parere agenti esterni
rispetto al ricevente. Vivevano cioè nell'ambiente esterno e, dall'esterno,
infettavano il corpo di uomini e animali. Pasteur pensava che, come un
barile di birra, il corpo umano fosse alla mercé di organismi estranei
causativi di malattia allo stesso modo in cui altri organismi potevano
causare la fermentazione al barile stesso.

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L'opera del suo illustre contemporaneo Béchamp suggeriva l'esatto contrario.

Béchamp infatti credeva nello sviluppo spontaneo dei microrganismi nelle
cellule, a partire da quelli che aveva chiamato microzimi (particelle minime
capaci di evolversi in entità batteriche e virali).

Béchamp racconta come Pasteur nel 1872 tentò il plagio più sfacciato nei
suoi confronti.

Si accorse all'improvviso, otto anni dopo la sua scoperta (1864) che i
fermenti causanti la fermentazione del vino sono presenti già negli stessi
acini dell'uva.

Scoprì conseguentemente che anche vegetali e animali contengono già
all'origine
le cose che (in modo spontaneo e indipendente dai germi esterni) causano
l'alterazione
delle loro cellule.



L'origine delle particelle virali. Il microzima è più fondamentale della
cellula.



Una volta accettata la presenza probabile nel corpo di una vasta massa di
materia genetica detta microzima o Dna, si può cominciare a comprendere
l'origine
delle particelle virali.

I virus -scriveva la rivista Time il 3/11/1986- sono dei modelli di
minimalismo biologico, consistenti in un semplice nucleo di materia genetica
(molecole Dna o Rna) e in un involucro protettivo fatto di proteine.

Il virus è privo di struttura cellulare. Non necessita di nutrimento, non
cresce e non può replicarsi senza l'aiuto del suo ospite. Se si mette un
virus in una provetta, non farà niente. Non è capace nemmeno di fare una
copia di se stesso.

Béchamp affermava da parte sua nel 1909 che La cellula non è l'elemento
istogenetico permanente.

Essendo la sua esistenza transitoria, essa non può essere ritenuta l'unità
base della vita.

Più fondamentale è dunque il microzima (cioè il Dna o acido
desossiribonucleico), che è il componente della cellula stessa ma rimane in
vita anche quando la cellula è distrutta. Il microzima è l'elemento
primordiale organizzato.



Béchamp enfatizza l'importanza basilare della salute del corpo, la naturale
resistenza al male.

L'introduzione di microrganismi attenuati come povera e rischiosa seconda
scelta.



L'opera di Béchamp enfatizza l'importanza basilare della salute del corpo,
la vitalità del sistema immunitario, e pertanto la naturale resistenza alle
malattie.

La pratica di ricorrere alla immunizzazione attraverso l'introduzione di
microrganismi attenuati e dei prodotti secondari dell'infezione, nel
tentativo di stimolare nel corpo una reazione protettiva, si dimostra
essere, nella migliore delle ipotesi, una povera e rischiosa seconda scelta.

L'accento invece su igiene e salute, da conseguirsi per mezzo di ottima
corretta alimentazione e di scelte vitali che rafforzino le difese naturali,
è quella più giusta per la vera medicina preventiva.



Batteri o virus, producono infezione solo su un sistema immunitario scadente



Gli agenti infettanti, esterni o interni, batteri o virus, producono
infezione soltanto se il soggetto ospite fornisce al microrganismo un
ambiente idoneo al suo propagarsi, cioè un sistema immunitario debole e
scadente (demolito da cibi e bevande sbagliate, da fumo, da scarsi sonno e
riposo, da stress).

Vale dunque il principio del Il terreno è tutto, il microbo è niente, che
il batteriologo tedesco Robert Koch, scopritore del bacillo dell'antrace e
di quello della tubercolosi, nonché autore degli omonimi Postulati di Koch,
ribadì con una lettera inviata a Pasteur, e che lo stesso Pasteur confessò
di riconoscere in punto di morte, in una specie di pentimento estremo e
riabilitativo per i tanti errori commessi in vita.

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Immunologia vaccinatoria e immunologia naturale a confronto.

Le teorie dei ricercatori australiani Kalokerinos e Dettman.



E' innegabile che le infezioni possano risultare, in certi casi, anche da
virus e batteri provenienti dall'esterno.

Ma esse possono paradossalmente scoppiare anche in modo spontaneo in
soggetti isolati dal mondo. D'altro canto, gli stessi batteri e virus,
esistono anche nel soggetto in buona salute senza però causargli alcunché,
visto che il suo sistema immunitario funziona a dovere.

Il dr Archie Kalokerinos e il dr Glen Dettman, pionieri australiani
dell'immunologia,
sostengono che

Responsabili non sono tanto i virus e i batteri, quanto ciò che causa il
loro evolversi in agenti patogeni e infettivi, come ad esempio il nutrimento
carente delle cellule e gli altri comportamenti a rischio. Il modo in cui si
vive è importantissimo. Dietro l'esaurimento vitale chiamato Aids, e dietro
tutte le malattie infettive passate-presenti-future, prima e più che i
microbi, ci sono gli abusi di fumo-droghe-caffè, i cibi sbagliati, la vita
disordinata, il darsi la zappa continuamente sui piedi.



Per contrarre un virus servono altre malattie in corso (dr Levy).

Virus e batteri non causano un bel niente. Per una infezione ci vuole
dell'altro
(dr Dubos).



Il dr Jay Levy, ricercatore Aids alla Università di San Francisco dichiarò
su Time (3/11/86) che

Se l'Aids è causato da un virus, la presenza di questo fantomatico virus non
fa per niente contrarre l'Aids a una persona normale e sana.

Servono altre infezioni in corso, serve l'uso di droghe e farmaci, servono
cibi e bevande assurde, serve mancanza di sonno.

Il dr Dubos, della Rockfellers University, aggiunge che Virus e batteri non
causano un bel niente. Per una infezione ci vuole dell'altro.



La salute dipende solo da una vita giusta (dr Lindhlar)



Henry Lindhlar, nel suo Natural Therapeutics del 1922, afferma che La
salute dipende da una vita giusta, cioè dal modo di pensare, sentire,
respirare, mangiare, bere, fare ginnastica, fare il bagno e vestirsi, nonché
dalle nostre attività sociali e sessuali che devono porsi in relazione
armoniosa e non antitetica col nostro essere. Se siamo portati alla purezza
è giusto che facciamo vita monacale, se siamo portati al godimento è giusto
farlo ma non alle spese di altre persone e quindi cercandoci idonee
controparti.

Concentrare lo sguardo sull'agente infettivo, prestando minima attenzione al
tipo di corpo colpito dall'infezione, è un errore madornale che ha già
portato troppe sofferenze al genere umano.



Gli atroci sospetti del dr Mendelsohn sui 10.000 bimbi morti/anno per
sindrome infantile.

Il modo più sicuro di proteggersi dalla polio? Non fare mai un vaccino
anti-polio.



Robert Mendelson, medico e pediatra di chiara fama, nel suo best-seller
Confessions of a Medical Heretic del 1979, aggiunge quanto segue: Il mio
sospetto atroce, condiviso da molti altri colleghi medici qualificati, è che
le circa 10 mila morti per sindrome infantile improvvisa, che si verificano
ogni anno negli Usa, siano da mettere in relazione coi diversi vaccini
somministrati precedentemente ai bambini americani.

Sempre Mendelson, a una mamma angosciata per i pericoli della poliomielite,
disse che:

La maniera più sicura per proteggere vostro figlio dalla polio è quella di
assicurarsi che non riceva mai alcun vaccino anti-polio.

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Tutta la ricerca medica punta su siero, antitossina e vaccino. Il risultato
sarà alla fine che il sangue degli umani sarò un intruglio di sporchi
estratti batterici.

Tonsille-adenoidi-appendici saranno estirpate in giovane età (profetica
previsione del dr Lindhlar).



Ancora Henry Lindhlar, 80 anni fa, scriveva profeticamente quanto segue:

La tendenza attuale della medicina è di puntare ogni sua risorsa su siero,
antitossina e vaccino.

In pratica tutta la ricerca medica va in tale direzione.

I risultati potranno essere che un bimbo, prima ancora di giungere
all'adolescenza,
avrà un sangue già iniettato di vaccini-sieri-antitossine contro
vaiolo-tetano-meningite-cerebrospinale-febbretiroidea-difterite-polio-scarlattina.

Se la medicina vaccinatoria avrà carta bianca, il sangue di un adulto può
diventare un intruglio di dozzine di sporchi estratti batterici, di materia
contaminata da malattie, di veleni utilizzati in farmaci distruttivi.

Tonsille-adenoidi-appendici e organi di altre parti del corpo umano verranno
estirpate in giovane età sotto la pressione degli uffici sanitari.



Quale è il metodo immunitario più sensato e razionale? Quello dei vaccini
(A) o quello naturale B). La medicina ha fatto come suo solito la scelta più
balorda e rischiosa.



Ma quale dei due metodi è il più sensato e razionale? Quello A o quello B?

A) Cercare di produrre l'immunità riducendo il corpo umano a un ignobile e
immondo cassonetto immondizie in cui raccogliere materie contaminate da
malattie di ogni sorta, e materie antisettiche miste a pesticidi velenosi.

B) Cercare di creare una immunità naturale migliorando il proprio sangue,
purificando il corpo da materie nocive e veleni, correggendo la propria
dieta deficiente e le proprie pessime abitudini, favorendo un giusto
atteggiamento mentale.

La medicina moderna ha da lungo tempo adottato la soluzione A, imponendola a
ogni suo centro e a ogni sua piccola succursale sanitaria, e ha continuato a
percorrere una strada lastricata di disgrazie e di morti. Una strada
disseminata pure di gravi malattie future imprevedibili.

Ognuno ne tragga le proprie considerazioni e le proprie conseguenze.



Le imposizioni di una medicina vaccinatoria dietro la quale ci sono le
multinazionali



La medicina ha imposto alla gente, con altisonanti rivendicazioni e
manipolazioni continue di dati statistici, la certezza che l'immunizzazione
sia una procedura scientifica e sicura.

Ma i fatti la contraddicono.

Dietro la medicina vaccinatoria ci sono le multinazionali, lo sappiamo
troppo bene.

Gente bravissima a imporre i propri diktat, a falsificare dati, a piazzare
le proprie schifezze.

I rischi e i pericoli di breve termine sono accertati e sotto gli occhi di
troppi genitori affranti e disperati.

Sappiamo che la vaccinazione antipertosse provoca spesso danni al cervello
dei piccoli.

Sappiamo che ogni altro avvelenamento da vaccino è causa di inconvenienti
più o meno gravi.



I danni immediati accertati sono gravi, quelli sospettati per il futuro sono
ancora più inquietanti.



Quello che invece non possiamo ancora dimostrare con certezza sono le
conseguenze a lungo termine, per malattie sulle quali si nutrono inquietanti
ipotesi e motivati sospetti.

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Se si riuscisse per esempio a provare che la protezione di una comune
malattia dell'infanzia come il morbillo provoca grossi rischi di contrarre
la sclerosi multipla in età adulta, quanti genitori sarebbero ancora
d'accordo
per il vaccino?



Alcuni esempi storici della tracotanza e della pericolosità del regime
sanitario mondiale.

L'attentato dinamitardo al ministro della salute Tina Anselmi.



Nel 1979, quando Tina Anselmi è ministro della Sanità, decide il ritiro dal
mercato di migliaia di farmaci che una commissione tecnica ha appena
giudicato inutili o addirittura pericolosi.

Da lì a poco, viene avvicinata da un esponente delle industrie farmaceutiche
che le offre 35 miliardi di lire in valuta straniera presso una banca
svizzera di sua scelta, affinché ritiri quel provvedimento.

Il mattino dopo, la Anselmi rende pubblico questo tentativo di corruzione.
Trascorsi pochi giorni, la sua auto salta in aria. Per pura coincidenza e
per pochi attimi di ritardo, la senatrice democristiana si salva.

Comunque, dopo alcune settimane, viene rimossa dall'incarico.

Questo episodio è citato dal rimpianto Hans Ruesch nel suo Naked Emperess
della Garzanti-Milano.



La clamorosa corruzione del ministro della sanità De Lorenzo da parete della
Smith-Kleine.



Passa una decina di anni e siamo nel 1990-91.

La Smith-Kleine, del gruppo Beecham, unica produttrice mondiale del vaccino
Energix B che pretende di prevenire l'epatite B, al fine di realizzare un
piano di vaccinazioni garantito sulla pelle dei bambini italiani, versa in
segreto, in banconote da 100 mila lire, la somma di 600 milioni di lire
all'allora
ministro della Sanità De Lorenzo.

Seicento milioni solo per apporre una firma di approvazione ministeriale per
rendere non più facoltativa ma obbligatoria la vaccinazione antiepatite B.
De Lorenzo viene preso con le mani nel sacco e finisce nelle carceri della
Repubblica per diversi anni.

Da rilevare che l'autore del qui presente testo, dopo una serie di
raccomandate RR da parte degli enti sanitari locali, viene costretto a
pagare di persona una contravvenzione di 91,16 ? per non aver sottomesso i
suoi due ragazzi alla vaccinazione contro l'epatite B, resa obbligatoria
proprio da quei 600 milioni dati a De Lorenzo.



Il caso Kano e il micidiale farmaco Provan.

Un risarcimento da 9 miliardi di dollari chiesto legalmente alla Pfizer dal
governo nigeriano.



Nel 2007, la Pfizer americana ha fatto ancora di peggio, e questa volta a
Kano in Nigeria.

Scoppia un caso di meningite tra i ragazzi e le ragazze di un povero
villaggio alla periferia di Lagos e un ragazzo muore, mentre cinque altri
sono a letto con la febbre, ma non in pericolo di vita. Arrivano solerti
alcuni esponenti sanitari di Medici Senza Frontiere, seguiti a ruota da
emissari della Pfizer.

Senza fare alcuna ricerca approfondita, si parla immediatamente di grave
epidemia di meningite.

Meningite proprio come nel caso sopra citato di Treviso.

E si passa alla somministrazione del farmaco Provan della Pfizer stessa,
presentato come rimedio potente ed efficace, nonché privo di gravi effetti
collaterali, anche se il medicinale in questione viene annunciato come
sperimentale ma già approvato dalle autorità americane.

Il test viene effettuato all'ospedale di Kano su 200 ragazzi dagli 8 ai 12
anni, col risultato che 11 di essi muoiono il giorno dopo e i restanti 189
rimangono rovinati per sempre da gravi deficit neurologici, da deformazioni
e infermità.

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Il Provan viene ovviamente ritirato dal commercio in fretta e furia sia in
Africa che in America. Ma ora l'ospedale di Kano, con l'appoggio del governo
nigeriano, accusa giustamente il gigante farmaceutico Usa di aver carpito la
buona fede dei genitori approfittando della loro povertà, e di aver fatto
sperimentazione sui disgraziati bambini nigeriani anziché sulle scimmie. E'
in corso una causa legale internazionale con la Pfizer per un risarcimento
da 9 miliardi di dollari.



Tutti nelle mani di un potere truffaldino operante a livello internazionale



Gli episodi sopra menzionati sono presi quasi a caso, ma sono illuminanti,
poiché cose simili accadono in continuazione un po' dovunque.

Tutto questo per dire semplicemente che girano soldi in grande quantità nel
campo della medicina, della farmacologia, delle industrie alimentari
collegate (vedi ad esempio alimenti arricchiti e integrati), e che il mondo
intero è nelle fauci di questo tipo di gente, di questo tipo di potere
truffaldino.

Di quel potere truffaldino che assolda e corrompe attori e attrici e persino
ex-presidenti Usa affinché si prestino a ulteriore propaganda contro
malattie inventate di sana pianta quali l'Aids, che ormai tutti gli addetti
ai lavori hanno capito essere il più grande bluff della storia ai danni
dell'intera
umanità.



La Medicina di oggi: una tecnica di intervento basata troppo spesso su
presupposti sbagliati e su dogmi obsoleti



Come ben sappiamo, la medicina attuale non è una scienza, ma un insieme di
tecniche particolari che si basano sul supporto di altre scienze tipo la
chimica e la biologia, nonché sul proprio bagaglio di esperienze storiche
accumulate in campo terapeutico, anatomico e chirurgico.

La medicina ha tuttavia da sempre l'ambizione smisurata di coprire in modo
totale e universale la vita e la morte dell'uomo, guardando al suo interno,
agendo dal di fuori e dal di dentro tramite interventi invasivi di ordine
farmacologico, radiologico, chemioterapeutico, preventivo-vaccinatorio,
chirurgico.

E si è così arrogata nel corso dei secoli il diritto esclusivo di guarire,
il diritto esclusivo di suggerire e prescrivere farmaci e cure, il diritto
esclusivo di intervenire, il diritto esclusivo di informare e di

educare in campo sanitario, il diritto di dire la sua pure in un campo che
le è tradizionalmente ostico quale quello della nutrizione.

Ma, alla resa dei conti, questa Medicina prenditutto, abbraccia tanto e
stringe ben poco.

Andando avanti in modo scriteriato, illiberale e dogmatico, ha finito per
diventare un insieme di tecniche di intervento sull'uomo finalizzate più
agli interessi egoistici di casta medica e di casta farmaceutica, che agli
interessi genuini degli uomini che deve curare.

La medicina di oggi è una tecnica basata troppo spesso su presupposti
sbagliati e su dogmi obsoleti.



Medicina come scienza del curare (in genere malamente) le malattie.

Medicina abituata da decenni a sbattere la porta in faccia alla salute.



Essa potrebbe essere in questo contesto chiamata Scienza della Malattia, nel
senso che il suo interesse primario rimane la malattia più che la salute.

O meglio Scienza delle Malattie, visto che nei suoi testi operativi è
riuscita a catalogare qualche migliaio di diverse malattie basate su diversi
sintomi e manifestazioni esterne.

Migliaia di sintomi diversi significano migliaia di denominazioni diverse e,
soprattutto, migliaia di cure specifiche e di farmaci specifici per tali
sintomi.

Un lavoro enorme ed elefantiaco, un volume impressionante di nozioni, di
prescrizioni, di cure.



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Peccato che tutto questo gigantesco mucchio, questa proliferazione perversa
di patologie, questo pozzo senza fondo di patìe e di cure, sia il prodotto
di una serie di errori fondamentali di impostazione e di filosofia
terapeutica, e non corrisponda affatto alla realtà della situazione.

Un meccanismo medico internazionale tutto sommato barocco e grottesco,
costoso e complicato, ridondante e gonfiato all'inverosimile.



Medicina Torre di Babele



Una specie di Torre di Babele.

Un labirinto inestricabile di ricette e prescrizioni per farmaci il più
delle volte rischiosi, pericolosi e sbagliati, di tabelle medie
minimo-nutrizionali il più delle volte artefatte, addomesticate,
inattendibili, di pazienti scettici e disaffezionati, spinti o costretti
verso cure in cui intimamente non credono, di medici disorientati e
stressati che non sanno da che parte andare e finiscono spesso, vittima
delle loro stesse incongruenze, come preda di caffè e sigarette, esempi
assai poco edificanti e formativi in un ambito sanitario.

Errori fondamentali e gravi che, in mancanza di autocritica interna, non
sono mai stati corretti o almeno attenuati, continuando a produrre effetti e
conseguenze aberranti.



Il continuo moltiplicarsi di nuove malattie, una manna per Big Pharma



Questo moltiplicarsi continuo e inarrestabile di nuove malattie e di
altrettante diverse cure, ha fatto sempre comodo alle industrie
farmaceutiche, interessate a produrre una miriade di farmaci, ad essere
subissate da nuovi ordini.

Siamo distanti anni luce dalle verità trasparenti dell'Igienismo naturale
che non dà alcuna importanza reale ai tremila e passa (Shelton ne conta
addirittura 20 mila) sintomi, dolorini e doloretti, e che giustamente
attribuisce a una manciata di cause fondamentali invariabili e molto ben
individuate. Tutte curabili e guaribili con metodi semplici e sicuri.

Servirebbe, secondo gli igienisti, che i medici ridiventassero più umili e
più saggi, e mantenessero i propri giuramenti al loro maestro Ippocrate.

Servirebbe che cercassero di capire il perché e il percome uno si ammala,
lasciando una buona volta da parte i sintomi, che sono il più delle volte
illusivi e svianti.



L'Igienismo è una trappola. Con l'Igienismo noi torniamo a lavorare nei
campi



Il mal di testa non dipende di sicuro da una disfunzione della testa, ma può
essere causato da una digestione difficile, o da un disturbo intestinale, o
da una carenza di ossigenazione. Una appendice, una tonsilla, un organo o
una ghiandola qualsiasi, persino una neoformazione o un tumore, non si
infiammano per un proprio difetto che li rende passibili di rimozione
chirurgica, ma dipendono da guai creatisi in altre parti del corpo.

Tutte cose logiche e trasparenti, che qualsiasi vero scienziato medico non
può non condividere.

Ma l'igienismo, più che peccare di scientificità, pecca di una cosa assai
più importante e grave, che è la scarsa convenienza commerciale ed
economica.

Una filosofia, una teoria, una pratica medica non fa mai bene perché fa bene
in termini di salute, ma fa bene solo quando produce evidenti vantaggi
pecuniari all'ordine, alla categoria, all'indotto industriale e
farmaceutico.

L'igienismo è una trappola. Con l'igienismo, signori miei, diciamo addio a
tante comodità, mettiamo le nostre attestazioni universitarie in
dimenticatoio e torniamo magari a lavorare nei campi.

- 10 -



Questo è il tipo di commenti e di ragionamenti che si possono probabilmente
immaginare dall'interno del palazzo.

Il che poi non è neanche vero, visto che gli igienisti americani, almeno
quelli più bravi, conducono cliniche igienistiche miliardarie visitate
regolarmente da attori del cinema e da capitani di industria alla ricerca di
un benessere stabile e senza rischi, senza farmaci, senza tavole operatorie.



I malintesi eclatanti e le contraddizioni interne della Medicina



L'errore basilare della filosofia medica riguarda il concetto stesso di
malattia, vista sempre in senso negativo e come una entità malefica da
mandare via in malo modo all'istante, identificata e confusa con il sintomo
antipatico e doloroso a valle, e non, come dovrebbe correttamente essere,
con le cause reali a monte che la hanno determinata.

Anche qui siamo lontanissimi dall'Igienismo che vede nella malattia un
avvertimento positivo, quasi un autentico buon medico che ti viene a
visitare e ad ammonire, un presupposto indispensabile per farti riflettere,
rimetterti a posto e guarire.

Ma le cause nutrizionali e alimentari, quelle che non solo gli igienisti ma
anche i bravi medici di un tempo riuscivano a identificare e a debellare con
la stretta collaborazione dei pazienti, non sono cosa facile da scovare coi
ritmi frenetici di oggi e, anche se scoperte, non permetterebbero poi quelle
facili-veloci-lucrative prescrizioni che sono la vera fortuna di medici e
farmacisti, ma un autentico disastro per i pazienti e per le casse dello
stato.



Se solo si dicesse tutta la verità, se solo venissero rivelate le vere cause
di malattia



E poi, se venissero rivelate davvero le autentiche cause di malattia,
bisognerebbe andare di sicuro verso il divieto di certi comunissimi
cibi-bevande tipo
carne-pesce-latticini-caffè-tè-bibite-scatolame-cibicotti-vitamine
sintetiche-integratori minerali che ormai anche la ricerca medica
d'avanguardia
ha identificato come nefasti e cancerogeni.

Ma tutto ciò significherebbe mandare a gambe all'aria una intricata rete di
interessi commerciali legati a doppio filo con le industrie farmaceutiche e
con i tanti sponsor della medicina stessa.

Senza contare che questo porterebbe troppe persone a stare bene e a guarire
davvero, un quasi-suicidio per medicina e farmacologia, una cosa
assolutamente non auspicabile e non augurabile per chi vive esattamente
sulla proliferazione, e non sul contenimento delle malattie.

Pertanto, meglio lasciare le cose come stanno: trentamila e passa patologie
in procinto di diventare quarantamila.



Una Medicina assurda e difficile da riformare



Questo terribile malinteso sul concetto di malattia, che ha portato a
importanti defezioni e scismi, ha pure impedito alla medicina stessa di
progredire e di crescere, di diventare davvero adulta e responsabile, di
risolvere le sue contraddizioni e i suoi enigmi.

Le ha impedito in pratica di poter esplicare con successo le sue autentiche
funzioni storiche ed istituzionali di guarire i malati nel vero senso del
termine, vale a dire in modo definitivo e senza causare loro altri danni
collaterali, poco importa se evidenti e immediati o se nascosti e
posticipati.

L'Igienismo naturale, corrente più importante della dissidenza medica
organizzata americana, ha cercato invano a più riprese di cambiare
dall'esterno
i mali inguaribili della medicina, invitando i medici alla proprie
conferenze, spedendo loro le proprie riviste, rendendo noti i propri
esperimenti e i propri successi terapeutici.





- 11 -



Ma il dr Herbert Shelton, uno dei massimi pilastri dell'igienismo naturale
statunitense, si è ben presto reso conto della refrattarietà della Medicina
a cambiare e a trasformarsi. La Medicina non è riformabile, in quanto -
parole sue - l'assurdo non si può riformare.

L'altra magagna nera della Medicina, attinente la prevenzione, è quella di
una distorta interpretazione del ruolo e delle funzioni dei microrganismi
che ci circondano dentro e fuori il nostro corpo.

Magagna che è retaggio pesante di aberrazioni antiche risalenti a Pasteur.

Aberrazioni mai corrette e mai abbandonate, sia per pigrizia mentale che per
ovvie convenienze commerciali derivanti dai soliti legami del carrozzone
medico col mondo industriale e farmaceutico.



Dagli spiriti maligni ai microrganismi: un passo avanti o due indietro?



Da qui la scelta di percorrere fino in fondo la strada della guerra
batteriologica e delle vaccinazioni.

In pratica, la guerra ai diavoli e agli spiriti maligni che aveva
caratterizzato la Medicina durante la millenaria notte medioevale, quando i
medici erano sacerdoti e i sacerdoti erano medici, con Pasteur si evolse e
si modernizzò, trasformandosi in guerra santa e senza esclusione di colpi ai
microrganismi.

Gli spiriti maligni si debellavano con gli esorcismi e coi roghi, oppure con
le preghiere e i pianti per i poveretti, o le indulgenze papali e
sacerdotali per i reali e per i più abbienti.

I microrganismi, batteri o virus, si eliminavano con antibiotici, antivirali
e vaccinazioni.

A ben guardare, non si sa nemmeno quale delle due soluzioni sia davvero la
più avanzata.

Spirito o microbo?

La sola cosa certa è che in entrambi i casi si fa uso di tutto fuorché del
cervello e dell'intelligenza.



La corsa alla diagnosi precoce e al possibile intervento chirurgico



I settori medicali meno soggetti a errori ideologici e a corruzioni
rocambolesche dovrebbero poter essere anatomia e chirurgia, trattandosi di
specialità basate su dati e situazioni visibili e verificabili a occhio,
oltre che a strumento.

Ma la mancanza clamorosa di rispetto delle norme ippocratiche fondamentali
sul Primus Non Nocere, e la enorme differenza economica tra il fare un
intervento chirurgico e non farlo per niente, fanno sì che lo zoccolo duro
della medicina di oggi, siano proprio la medicina chirurgica e quella
trapiantistica, sempre associate alla medicina vaccinatoria.

Gli enti sanitari ricorrono in continuazione a formidabili campagne
propagandistiche tendenti a ghettizzare e a colpevolizzare le persone
arretrate e incivili che osano disobbedire e non sottoporsi a un controllo
medico generalizzato per il bene dell'umanità.

Ma il grande eretico della medicina, dr Robert Mendelsohn, ha detto cose
precise in proposito:

Stai bene? Non andare da un medico. Ti farà ammalare. Stai male? Non andare
da un medico. Ti farà peggiorare.



Esistono tantissimi medici che svolgono la loro mansione con onestà e
competenza



Queste affermazioni, per quanto provenienti da un medico affidabile, possono
sembrare troppo drastiche, dure, diffamatorie, immeritate.

Specialmente verso tantissimi medici e specialisti che fanno il loro dovere
con professionalità, onestà e competenza.





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Tuttavia esse hanno un innegabile fondo di verità, soprattutto in rapporto
alle emergenze non gravi e non richiedenti interventi professionali e a
rischio, e in rapporto alla troppa gente afflitta da malesseri e malattie
generiche o immaginarie. Non si tratta di protervia o incapacità.

Il problema reale del medici è che sono sempre e costantemente costretti a
essere guardinghi, sospettosi e pessimisti, a intervenire e interferire con
qualcosa di tangibile e concreto, con una prescrizione farmaceutica che
difficilmente potrà apportare qualcosa di davvero utile e innocuo a chi sta
bene e a chi ha dei problemi.

Non è una loro deformazione mentale, ma un vero e proprio obbligo
professionale imposto dal loro ordine. Spesso finiscono pure essi per
credere in qualche modo ai farmaci che propinano.



La cura della non cura rimane il punto di forza dell'Igienismo



La cura della non cura, che è punto fermo e punto di forza dell'Igienismo,
derivante dall'alto rispetto che esso ha nei riguardi dei poteri
auto-guaritivi del corpo, è vista dal medico come qualcosa di
incomprensibile e di blasfemo.

Nessuno pare rendersi conto del fatto che ogniqualvolta un medico usa il
bisturi, fatti salvi pochi interventi riparatori, non fa altro che
discreditare la medicina.

Quando si arriva a rimuovere un organo, lo si fa quasi sempre perché non si
sono capite le motivazioni che lo hanno guastato e perché non si conoscono
nemmeno le modalità per rimetterlo in funzione correttamente.

Non per niente i Medici Responsabili d'America hanno dichiarato di recente
che la chirurgia, se da un lato è il trionfo della tecnica demolitrice e
ricostruttrice, dall'altro è il vero e proprio simbolo del fallimento della
medicina come scienza.

La tecnica dei trapianti di organi, che sta diffondendosi a macchia d'olio,
si pone su livelli ancora più lontani dal concetto razionale di medicina.



Un mondo privo di una assistenza medica autentica e orfano di una vera
educazione sanitaria



Tutti questi errori di percorso, aggravati dal loro perdurare, hanno
oggettivamente trasformato la medicina odierna in un insieme di regole
sbagliate e assurde, in una istituzione sanitaria difettosa e

campanilistica, assolutamente incapace di svolgere i suoi compiti
istituzionali in modo razionale, trasparente, costruttivo, utile e
universale.

Una medicina dunque gretta e provinciale che pretende però di essere nel
contempo depositaria di tutto il sapere del mondo in fatto di salute, di
malattia, di nutrizione, di educazione sanitaria.

La sua presunzione è aggravata dal fatto di sapersi mantenere in sella, e di
saper tenere saldamente in mano lo scettro del potere politico terapeutico.

Alla resa dei conti, il mondo si ritrova orfano della assistenza guaritrice
efficace e scientifica di cui ha bisogno, ma soprattutto orfano di una sana
educazione sanitaria e nutrizionale indipendente e all'altezza della
situazione.

E i nuovi medici continuano intanto a laurearsi prestando un giuramento
beffardo e indegno a Ippocrate, sapendo già che non rispetteranno una
singola parola e una singola virgola del loro grande maestro.

Quel giuramento, per essere onesto e coerente, dovrebbe semmai essere fatto
non più ai grossi medici della tradizione classica, del calibro di
Ippocrate e Galeno ma piuttosto ai medico-sacerdoti del MedioEvo e a
quell'insigne
chimico che risponde al nome di Luigi Pasteur.



By Valdo Vaccaro - Direzione Tecnica AVA-Roma (Associazione Vegetariana
Animalista)

- Direzione Tecnica ABIN-Bergamo (Associazione Bergamasca Igiene Naturale)

Tratto da. www.mednat.org
--
dr. G. Paolo Vanoli - Giornalista pubblicista, Consulente in Scienza della
Nutrizione e Medicine Biologico Naturali
www.mednat.org/curriculum.htm
Ignazio GSS©
2009-02-03 13:01:15 UTC
Permalink
Post by G. Paolo
Ognuno ha la medicina e le cure che si merita
E infatti tu ti curi bevendo piscio. Tutto quadra alla perfezione.
pippo.calo
2009-02-03 16:44:52 UTC
Permalink
Post by Ignazio GSS©
Post by G. Paolo
Ognuno ha la medicina e le cure che si merita
E infatti tu ti curi bevendo piscio. Tutto quadra alla perfezione.
lol lol

questa G. Paolo te l'ha servita su un piatto d'argento e tu non hai
certo perdonato schiacciando.

Fantastico....
--
Saluti

***@gmail.com
Ignazio GSS©
2009-02-03 20:04:27 UTC
Permalink
On Tue, 03 Feb 2009 17:44:52 +0100, pippo.calo
Post by pippo.calo
questa G. Paolo te l'ha servita su un piatto d'argento e tu non hai
certo perdonato schiacciando.
Quanno ce vo ce vo, eh :)
G. Paolo
2009-02-03 18:06:07 UTC
Permalink
Post by Ignazio GSS©
Post by G. Paolo
Ognuno ha la medicina e le cure che si merita
E infatti tu ti curi bevendo piscio. Tutto quadra alla perfezione.
Ecco cosa afferma il dott. F. Franchi:
"Il più grande ostacolo al progresso della scienza è il monopolio che ne
fanno gli esperti, tra i quali si crea una rete (il cosiddetto
establishment) che controlla i fondi per la ricerca, le pubblicazioni, gli
incarichi accademici, le royalities per i test ed i farmaci, e mira a
mantenere la sua posizione dominante di successo evitando per quanto
possibile che altre idee, altre soluzioni, altre teorie possano filtrare
scalzando le loro.
La censura c'è, e mentre una volta i "dissidenti" venivano fisicamente
eliminati, oggigiorno lo stesso effetto viene ottenuto escludendoli dal
circuito scientifico e mediatico che conta. Viene incoraggiata la raccolta
di dati, una massa di dati sempre crescente, mentre scoraggiata è la loro
elaborazione critica".
Tratto da: http://www.dissensomedico.it

EMEA ha legami con l'Industria Farmaceutica
Roma, 09 giu 2006 - "Nessuno ha ricordato una cosa: l'Emea, l'agenzia
europea del farmaco, non dipende dall'amministrazione comunitaria della
sanità ma da quella dell'industria. Un distinzione che dovrebbe far
riflettere. A Bruxelles la forza delle lobby è grandissima".
L'osservazione è di Luca Poma, portavoce di "Giu' le mani dai bambini",
Comitato sui disagi dell'infanzia che raggruppa quasi cento associazioni di
volontariato e promozione sociale.
"Continuano a trattare i bambini come fossero, dal punto di vista
metabolico, degli adulti", protesta Poma: è "assurdo somministrare ai
bambini farmaci pensati per gli adulti.
Soprattutto il Prozac, psicofarmaco molto forte, che richiede prudenza nella
somministrazione anche negli adulti". Prudenza che "sarebbe stato naturale
attendersi, soprattutto dopo drammatici fatti di cronaca avvenuti negli
Stati uniti - come le stragi nelle scuole causate da ragazzi in cura
antidepressiva - ma che non è stata usata".
Fonte: DIRE
Nel 2007 l'UE ha speso 214 milioni di euro in farmaci, pari a 430 euro per
cittadino !

Quanto contano i profitti per l'industria farmaceutica statunitense USA ?
Molto, forse più della salute dei cittadini. Questa volta a dirlo non è
Michael Moore, ma lo studio più accurato disponibile sull'argomento, appena
pubblicato dalla rivista PLoS Medicine e realizzato da due studiosi
canadesi, il sociologo dell'Università del Québec Marc-André Gagnon e il
medico della York University Joel Lexchin.

I due hanno analizzato sistematicamente i dati relativi al 2004 provenienti
tanto dalle aziende del settore quanto dai medici, e forniti rispettivamente
dalla IMS Health e dalla CAM Group, due società internazionali di ricerche
di mercato in ambito sanitario. L'anno scelto è stato preso in
considerazione in quanto è il più recente di cui sia disponibile una
fotografia completa di tutte le iniziative promozionali messe in atto dai
colossi farmaceutici, compresi convegni sponsorizzati e pubblicità via
internet.

I due ricercatori hanno calcolato che negli Stati Uniti, che rappresentano
il 43 per cento del mercato farmaceutico mondiale, nell'anno in questione
l'investimento pubblicitario ha raggiunto i 57,5 miliardi di dollari
(l'equivalente di circa 61mila dollari per ogni medico da convincere a
prescrivere un determinato medicinale), cioè quasi il doppio della cifra
destinata alla ricerca scientifica indispensabile per rendere un farmaco
realmente efficace. E tra il 1998 e il 2004, il numero dei convegni
promozionali è più che triplicato, passando da 120mila a 371mila.
La salute dei fatturati prima di tutto, direbbe Moore. In realtà il caso
degli Stati Uniti è stato esaminato dai due studiosi in quanto è l'unico
Paese di cui siano disponibili i dati riguardanti tutte le principali
attività promozionali in campo farmaceutico.
Ma è ancora da dimostrare che la minore trasparenza degli altri celi
maggiori virtù.
Salute e decrescita: demedicalizzare la società - By Valerio Pignatta -
08/01/2009

Fonte: terranauta
http://www.ariannaeditrice.it/articolo.php?id_articolo=23454

La crescita della medicalizzazione e dell'organizzazione sanitaria ha
comportato un aumento spropositato di morti e danneggiati dal sistema medico
stesso. Ma è in fondo inevitabile, se pensiamo che le medicine e le cure
sono parti integranti del mercato del mito della crescita economica.

Secondo Silvio Garattini solo il 10 per cento dei farmaci ha effetti
positivi significativi il sistema sanitario attuale, secondo alcuni autori,
è un sistema che causa più malattie di quante riesca a curarne. Illich aveva
analizzato in modo profondo la iatrogenesi del sistema medico occidentale
già nel 1976. Grazie al pressing pubblicitario delle multinazionali
farmaceutiche si è verificato il diffondersi dell'ossessione della salute a
tutti i costi e immediata a fronte di uno stato emotivo e psicologico di
dipendenza totale da pillole di sintesi, diagnostica e interventi invasivi,
il più delle volte, nel lungo periodo, più dannosi che non efficaci1.

In particolare negli Stati Uniti la terza causa di morte dopo malattie
cardiache e cancro è l'uso di farmaci e altre cause iatrogene (infezioni
ospedaliere, interventi chirurgici, errori di medicazione ecc).
Sempre negli USA le sole medicine sono la quarta causa di morte comune2. Che
non è poco. E non è nemmeno tutto.

Silvio Garattini, direttore dell'Istituto di Ricerche Farmacologiche Mario
Negri di Milano, noto farmacologo, in un'intervista al Corriere della Sera
del 9 dicembre 2003 sostiene che per i risultati di efficacia dei medicinali
"le percentuali siano ancora più basse: un risultato veramente significativo
lo si ottiene nel 5-10% dei casi [.]. Se ne parla poco ma la realtà è
questa. L'infallibilità del farmaco è un mito alimentato solo dall'industria
farmaceutica, che molto spesso tace degli effetti collaterali".

Si ricorda che qui non sta parlando un detrattore fanatico dell'igienismo o
di altre discipline storicamente in opposizione al sistema dominante
medico-scientifico, ma un esponente di tutto rispetto di tale mondo, che
dispone nel nostro paese di autorevolezza e credito.
Se il 5-10% è la probabilità di risultati positivi che ci possiamo aspettare
da un medicinale, significa che nel 90-95% dei casi esso non funziona. Per
non parlare di quando invece regala effetti collaterali di un certo conto.
Ma allora... la medicina "scientifica", il progresso medico, l'aumento della
speranza di vita, la ricerca. Quanti concetti di questo genere di cui ci
hanno imbottito la testa andrebbero rivisti radicalmente alla luce di queste
affermazioni ?
Forse che, semplicemente, regole igieniche e sana e sufficiente
alimentazione abbiano fatto il grosso della nostra migliorata situazione
sanitaria ?

Possiamo fare altri esempi. "Ancora oggi si ammalano 10 pazienti su 100 che
entrano in ospedale e questo anche a causa dell'uso massiccio degli
antibiotici". Anche questa affermazione non è dell'uomo della strada di
turno ma è di Enrico Magliano presidente dell'Associazione Microbiologi
Italiani dal 1995 al 2003.
Nondimeno, negli ultimi anni ci sono stati aumenti del 30% per TAC,
risonanze magnetiche e elettrocardiogrammi (dati della Commissione Finanze
della Camera alta4).
La medicalizzazione della società quindi avanza e opera anche a livello di
diagnostica.

Tuttavia, una volta informati i pazienti cambiano direzione. In Svizzera,
secondo Gianfranco Domenighetti, professore di Economia sanitaria alle
Università della Svizzera Italiana (Lugano) e di Losanna e per trentasette
anni direttore della Sezione Sanitaria del Dipartimento della Sanità e della
Socialità del Cantone Ticino: "il 60% della popolazione (!) [è] disponibile
a sottoporsi ad uno screening di assoluta inutilità per l'identificazione
precoce, tramite un test poco sensibile e specifico (tumore marker CA 19.9,
di un tumore
raro (cancro al pancreas) e praticamente incurabile (sopravvivenza a 5 anni:
3%). La disponibilità scende al 13,5% quando sono state date ai probandi
informazioni sulla poca sensibilità del test (70% di falsi positivi),
sull'incidenza della malattia nella popolazione generale (11 casi su
100.000) e sulla sua pratica non curabilità"5.

Le sirene farmaceutiche inducono sovraconsumo di farmaci. Il problema dunque
è quello di riuscire a far arrivare le informazioni giuste al maggior numero
di persone, zittendo le sirene del sistema farmaceutico che inducono
sovraconsumo di farmaci e diagnostica, in funzione di un aumento del
business e del guadagno spropositato che ruota attorno al mercato della
salute, secondo solo a quello delle armi.

Senza contare quando l'uno entra nell'altro come il caso venuto alla ribalta
nel 2007 del Lancet, uno dei maggiori giornali medico-scientifici al mondo,
il cui editore, Elsevier, è una delle quattro sezioni di Reed Elsevier che
nella Spearhead (altra sezione delle quattro) ha creato una società che si
occupa di organizzazione di mostre mercato di armi a livello internazionale
...6

Il ruolo dei medici in questa lotta di senso di responsabilità e
consapevolezza è determinante e forse essi dovrebbero, sia a livello
collettivo che individuale, iniziare a rivedere la loro posizione e la loro
funzione nella società in termini filosofici ed etici.
Il fatto che esista un sistema che guadagna dalla malattia e dalla
sofferenza degli individui, non induce certo a pensare che il sistema stesso
possa cambiare in altro modo se non un'ipersfruttamento del meccanismo di
profitto, così come il mercato economico attuale ci ha insegnato a fare per
aumentare le entrate e favorire la crescita dell'azienda in questione e di
quello che produce: in questo caso, degli infelici.

Note
1 - Cfr. Illich, Ivan, Nemesi medica. L'espropriazione della salute,
Boroli, Milano, Milano, 2005 e Szasz, Thomas, Farmacrazia, Spirali, Milano,
2005.
2 - Cfr. Cfr. Journal of the American Medical Association, vol. 284, 26
luglio 2000.
3 - "Infezioni: in ospedale si ammalano 10 pazienti su cento", in Libertà,
15 ottobre 2003.
4 - Dusi, Elena, "Italiani, malati immaginari", in La Repubblica, 16 maggio
2004, p. 25. Domenighetti, Gianfranco, Screening: disinformare per
convincere, Società Editrice Andromeda, Bologna, 2002, p. 7. Cfr.
5 - Domenighetti, G., Grilli, R., Maggi, J.R., "Does provision of an
evidence-based information change public willingness to accept screening
test?", in Health Expectations, n. 3, 2000, pp. 145-150.
6 - Redazione (a cura della), "Lancet e il commercio delle armi del suo
editore: la Elsevier", in Quaderni acp, vol. 14(3), 2007, p. 103. Si tratta
di una rivista dell'Associazione Culturale Pediatri.
Torino 2008, Italy - La notizia della bufera giudiziaria abbattutasi
sull'AIFA non ci lascia certo ammutoliti dallo stupore.
Denaro, solo denaro. Non c'è (e nessuno meglio di noi può saperlo) altro
interesse, non esiste altro bersaglio.
Avide spugne avvolte in un camice bianco decidono se sia più conveniente dal
punto di vista economico questo o quel medicinale; se si guadagni di più a
salvare, a tenere a malapena in vita, o addirittura a non curare
assolutamente i cittadini.
E' il mercato del farmaco, signori. Una storia che in vari stati del mondo
fra i quali anche l'Italia, si ripete periodicamente.
Ogni tanto si scopre che qualcuno ha pagato perchè non si sapesse che questo
o quel farmaco non aiuta, non serve, non è il migliore, anzi fa male. Ogni
tanto si scopre che qualcuno calpesta il nostro diritto alla salute, quello
dei nostri figli, anche quando sono solo bambini.

Le multinazionali esercitino forti pressioni sui Governi nel mondo, vedi:
http://society.guardian.co.uk/health/story/0,,2042916,00.html
e più in generale la lobby sui politici da parte delle case farmaceutiche, è
ben documentata quanto meno negli USA:
http://projects.publicintegrity.org/rx/report.aspx?aid=985
Forse non tutti sanno che ogni farmaco deve superare varie fasi di studio e
di sperimentazione per poter poi entrare nel mercato ed essere venduto e
somministrato ai malati. Una molecola munita di un'attività terapeutica
degna d'attenzione, in media riesce a diventare farmaco in un tempo medio di
15 anni.
Negli ultimi anni, però, le multinazionali del farmaco riescono ad aggirare
il problema di fasi di studio e controllo troppo rigide ricorrendo al
reclutamento convulso di cavie umane volontarie in paesi del Terzo Mondo, al
fine di sperimentare farmaci i cui test non sono ancora stati approvati
negli USA. E dico USA perché Stati Uniti e Gran Bretagna sono i paesi in cui
si concentrano i due terzi dei profitti farmaceutici mondiali.
II profitti delle industrie farmaceutiche sono da capogiro, esempio: la Gsk
(Glaxo Smith Kline) ha chiuso il 2000 con 11.400 miliardi di utili.
Le spese per la ricerca scientifica, in media non superano il 20% dei
bilanci aziendali.
Ma in compenso ben oltre il 30% del bilancio delle aziende farmaceutiche è
utilizzato per "promuovere" i farmaci, presso i medici, laboratori.......,
ecc.

Un rapporto della Federal Trade Commission (FTC) statunitense denuncia che
negli ultimi due anni è ripresa la pratica, da parte delle case
farmaceutiche produttrici di medicine coperte da brevetti in scadenza, di
stringere accordi con i produttori di farmaci generici, al fine di ritardare
la messa sul mercato, in cambio di pagamenti per milioni di dollari, della
versione generica dei farmaci originali, contenenti lo stesso principio
attivo.
Fonte: http://www.rsinews.it

La notizia proviene dal secondo congresso mondiale su "Vaccini e anticorpi
prodotti in pianta", che ha visto riuniti nei giorni scorsi a Verona 150
studiosi provenienti tutto il mondo per fare il punto sulle nuove
prospettive di terapie offerte dalle recenti scoperte del cosiddetto
Molecolar Farming, il metodo di ricerca biotecnologica che utilizza sistemi
vegetali per la produzione di molecole farmaceutiche.

Commento NdR: questa puo' essere una strada da percorrere, in quanto
porterebbe alla produzione di farmaci non di sintesi. Ma quello che questi
medici e ricercatori allopati non sanno o non vogliono capire e' che TUTTE
le malattie partono e nascono dagli ERRATI stili di Vita e non nascono per
la mancanza o l'eccedenza di una sostanza.!

Cosa non si fa per vendere.. Testimonianza di persone che lavorano
all'interno
di aziende biomedicali:

Nella gestione degli stocks di magazzino c'è una voce che riguarda i
"regali" regolarmente codificati e gestiti.
Non solo, i Commerciali ossia quei dipendenti che hanno il compito in
azienda di portare a casa gli ordini ed entrano a contatto con Primari di
case di cura pubbliche e private, hanno a disposizioni ingenti fondi...

Da un certo punto di vista possono essere considerati per corruzione, da un
altro punto di vista come stimolo all'acquisto da parte del potenziale
cliente.
Queste regalie extra bilancio servono a soddisfare fondamentalmente le
esigenze di:
- primari ospedalieri - mogli di primari - figli di primari - amici di
primari; "mani pulite" vive e vegeta e soprattutto vegeterà in quanto è
diventata sfumata la differenza tra corrompere e ricevere un regalo.
Se questo accade per vendere una macchina per emodialisi figuriamoci che
razza di business ci può essere dietro la chemio o la radioterapia.



Le multinazionali farmaceutiche dominano il business più redditizio al
mondo: quello della malattia. Grazie a un'ondata di fusioni senza
precedenti, dieci gruppi farmaceutici si dividono oggi il 50% del mercato
mondiale dei medicinali (a maggior beneficio dei loro azionisti).
Ogni volta che prendete una medicina chiedetevi se fa più bene a voi o a
loro ?

Mentre negli Stati Uniti è annunciata l'uscita di "Sicko", il nuovo
film-documentario di Michael Moore contro l'industria farmaceutica
americana, "Big Pharma" (Come l'industria farmaceutica controlla la nostra
salute, Einaudi, 2006) di Jacky Law spiega in che modo l'insieme delle
multinazionali farmaceutiche più che preoccuparsi della salute e del
benessere delle persone pensa a fare soldi a palate.

Farmaci di marca e farmaci generici. Farmaci che costano una fortuna.
Farmaci che cambiano nome e curano patologie diverse, ma sono esattamente
gli stessi. Il Prozac, per esempio, che - colorato di rosso e lavanda - è
diventato Sarafem, un rimedio contro la sindrome premestruale a un prezzo
tre volte superiore. Ricerche e sperimentazioni truccate, sindromi inventate
a tavolino come il "disordine d'ansia sociale", lo scandalo dei farmaci
anti-AIDS negati ai Paesi del sud per non perderne il monopolio, medici
comprati con sovvenzioni da favola, modifiche "cosmetiche" a farmaci già
esistenti, i cui effetti diventano dubbi, se non addirittura pericolosi.

Quando Glaxo SmithKline (GSK) è stata sottoposta, in Italia, a una
gigantesca inchiesta di polizia che ha coinvolto ben 2.900 medici, a
eccezione del British Medical Journal (BMJ) e del Guardian di Londra (13
febbraio 2003), su questo grande scandalo si è scritto poco o niente.
Eppure, ben 37 impiegati di GSK Italia e 35 medici sono stati accusati di
corruzione; 80 informatori scientifici denunciati per versamenti illegali a
favore di medici disposti a prescrivere prodotti della casa piuttosto che
gli equivalenti generici. Nel corso dell'inchiesta, la polizia ha scoperto
un complesso sistema informatico, denominato Giove (Jupiter), che permetteva
ai rappresentanti commerciali della ditta di controllare, attraverso le
ricette presentate in farmacia, le prescrizioni dei medici che erano stati
pagati. Inoltre, secondo BMJ, 13.000 ore di registrazioni telefoniche
dimostrerebbero molto chiaramente quanto stretta fosse la relazione tra il
numero delle prescrizioni e la consistenza dei regali ottenuti dai medici:
visite «mediche» al Gran premio di Montecarlo o ai Caraibi, versamenti in
contanti fino a 1.500 euro, ecc.

Fonte e resto dell'articolo :
http://www.informatori.it/informatori/bigph.htm
In seguito sono stati tutti assolti...ecco dimostrata ancora una volta la
forza delle multinazionali..
Shocking Facts About the Pharmaceutical Industry - BIG PHARMA
Big drug companies have been accused of putting profits above patients,
spinning false PR campaigns and more. Here are some of the most shocking
facts about the pharmaceutical industry.

The price of drugs is increasing faster than anything else a patient pays
for: The prices of the most heavily prescribed drugs are routinely jacked
up, sometimes several times a year. Some medications have a mark-up of 1,000
percent over the cost of their ingredients.

Your doctor may have an ulterior motive behind your prescription: Drug reps
often give gifts to convince doctors to prescribe the medications that they
represent. These drug reps usually have no medical or science education.

Pharmaceutical companies spend more on marketing than research: Almost twice
as much!

Guilty of Medicare fraud: Pharmaceutical companies are being tried in
federal courts as a result of their exploitation of Medicare. AstraZeneca
had to pay more than $340 million in penalties for coaching doctors to cheat
Medicare.

The combined wealth of the top 5 pharmaceutical companies outweigh GNP of
sub-Saharan Africa: In fact, the combined worth of the world's top five drug
companies is twice the combined GNP of that entire region.

Americans pay more for prescription meds than anyone else in the world: $200
billion in 2002 alone.

"New" Drugs aren't really new: Two-thirds of "new" prescription drugs are
identical to existing drugs or modified versions of them.

Drug companies are taking advantage of underdeveloped countries to perform
clinical trials: In developing countries, government oversight is more lax.

For more shocking facts, click the link below.

Sources: Nursing Online Education Database March 27, 2008
Il BUSINESS dei FARMACI

Tutte le case farmaceutiche sono diventate dei colossi economici mondiali,
che fanno affari nei settori più diversi, dalla chimica alla nutrizione, dai
prodotti di bellezza ai prodotti per l'agricoltura e dettano legge ai
governi nazionali...inquinando il Pianeta !

Le industrie farmaceutiche si combattono in tribunale su brevetti, licenze,
fette di mercato, e sembrano avere un solo obbiettivo: realizzare profitti
finanziari astronomici.

Non a caso, un quotidiano svizzero titola, a proposito del "mercato" della
sclerosi a placche, "che vale da 1 a 4 miliardi di dollari (1)".

(Per ogni malattia esistente si è formulata una statistica sul reddito
finanziario annuale che esso può produrre. Queste statistiche sono in mano
alle imprese multinazionali dei farmaci e vaccini - NdR)

Per mantenersi sul mercato mondiale, i laboratori DEVONO ogni anno lanciare
simultaneamente negli Stati uniti, in Europa e in Giappone due o tre
molecole in grado di incassare dalle vendite oltre un miliardo di dollari
(2).

La ricerca del profitto e della competitività necessari per offrire agli
azionisti tassi di rendimento del 20-30%, se non addirittura del 40%
favorisce pratiche non proprio legali: intesa sui prezzi, formazione di
cartelli e sperimentazioni rischiose nel terzo mondo o su popolazioni
emarginate e precarie - tossicomani, rifugiati etc. (3).

Alla fine di ottobre del 1999, il presidente Clinton in persona ha accusato
i gruppi farmaceutici di gonfiare artificialmente, negli Stati uniti, i
prezzi dei farmaci, doppi rispetto a quelli praticati nel vicino Canada.

Questi gruppi si oppongono del resto alla riforma dell'assistenza medica
agli anziani (Medicare) per non dover dare conto dei loro prezzi. Un esempio
valga per tutti: la società americana Schering-Plough nel 1999 ha realizzato
profitti per 2,1 miliardi di dollari.

Fondi pubblici per profitti privati.
Nel 1995, il Massachusetts Institute of Technology (Mit), di Boston, ha
scoperto che dei 14 medicinali dell'ultimo quarto di secolo particolarmente
interessanti per gli industriali, ben 11 provenivano da ricerche finanziate
dallo stato.
Lo Xalatan, per esempio, un collirio per trattare il glaucoma, con un giro
di affari pari a 507 milioni di dollari nel 1999, è stato scoperto dalla
Columbia University grazie ad un contributo pubblico di quattro milioni di
dollari. Sottolineando che per il suo produttore, Pharmacia Corporation,
questo medicinale, che ha solo quattro anni di vita, è "oro liquido", il New
York Times commenta: "I contribuenti non hanno ricevuto alcun beneficio
finanziario dal loro investimento (4)".

L'attuale frenesia di megafusioni affonda le sue radici nei profitti
finanziari previsti e nell'imminente passaggio al settore pubblico di
brevetti molto redditizi (5). Ne è una dimostrazione la fusione, annunciata
il 17 gennaio 2000, di Glaxo Wellcome con SmithKline Beecham, numero uno sul
mercato mondiale dei farmaci e dei vaccini, di cui questo gigante detiene il
7,3 %, pari a 25 miliardi di dollari di vendite annue.
Ristrutturazioni e licenziamenti (nel 1995, al momento della fusione con
Glaxo, Wellcome ha licenziato quasi tutti i suoi 1.600 dipendenti) e offerte
pubbliche di acquisto spesso ostili si moltiplicano in un settore
ipnotizzato da prospettive di guadagni strabilianti, legati sia alle
scoperte nel campo del genoma che alla globalizzazione del commercio.
Le attività finanziarie delle industrie farmaceutiche sono state peraltro
oggetto di un rapporto al Congresso americano, poiché i loro profitti, in
costante aumento, vengono tassati meno di quelli delle altre grandi
industrie.

Bisogna considerarlo un male necessario, destinato a finanziare
l'innovazione ?

In Francia lo stato ha proceduto nel 1999 alla valutazione di circa 2.663
medicinali sulla base del "servizio sanitario reso", con lo scopo di ridurre
il tasso di rimborso di un centinaio di preparati.
Prescrire, una delle poche riviste mediche francesi, indipendente dai
laboratori, dopo aver studiato 223 nuovi medicinali immessi sul mercato,
concludeva che solo....9 costituivano una vera novità (6).

Allo stesso tempo, Aventis (nato dalla fusione di Rhône-Poulenc e Hoechst) i
cui profitti (7% nel 1999) restano assai lontani dal 20% di Merk, Pfizer e
Warner-Lambert, tentava di separarsi dal suo centro di ricerca di
Romainville, nella regione parigina, e di costruire un'alleanza europea con
DuPont.

La mobilitazione dei dipendenti ha bloccato il progetto. Il brevetto sul
Losec, il farmaco contro l'ulcera più venduto nel mondo (4,8 miliardi di
dollari l'anno) e che costituisce da solo il 40% del giro di affari di
AstraZeneca, scade nel corso del 2001.

Da due anni il gruppo anglo-svedese tenta di impedire la commercializzazione
delle copie prodotte dal suo concorrente Azupharma - filiale del gruppo
svizzero Novartis. Di tribunale in tribunale, dalla Germania all'Australia,
le due società hanno intrapreso una battaglia giudiziaria mondiale. Il fatto
è che, di regola, quando un generico arriva sul mercato, il medicinale
coperto da brevetto subisce un calo delle vendite del 75% in 24 mesi.

Esiste tuttavia il modo di aggirare le difficoltà: innanzi tutto, un
produttore può mettere in circolazione il proprio generico esattamente
quando scade il suo brevetto, realizzando così profitti sia sul medicinale
originale che sulla sua copia.
Inoltre i produttori praticano un'azione di lobby intensiva per prolungare
la durata legale dello sfruttamento del loro brevetto.
È il caso, ad esempio, di Schering-Plough, che reclama una proroga di tre
anni per lo sfruttamento esclusivo del suo anti allergico Claritin - 2
miliardi di dollari di profitti l'anno - i cui diritti scadono nel 2002. La
pillola generica costerebbe circa mezzo dollaro, mentre attualmente il
prodotto è venduto a 2,5 dollari.
Per averla vinta, il gigante americano contribuisce generosamente alle
campagne elettorali ed ha aumentato il suo budget di lobbying da 1,9 milioni
di dollari nel 1996 a 4,3 milioni nel 2000 (7).
Anche i giganti Warner Lambert e Pfizer si scontrano davanti ai tribunali
dello stato del Delaware (Stati uniti) per la loro fusione con American Home
Products e lo sfruttamento del brevetto del Lipitor, un ipocolesterolemico
che, nel 1999, ha fatto incassare a Pfizer 3,6 miliardi di dollari.

Il Viagra, altra produzione di Pfizer, potrebbe presto trovarsi ad
affrontare la concorrenza dei generici: nel novembre del 2000, su richiesta
di Eli Lilly, rivale di Pfizer, la giustizia britannica ha decretato la non
brevettabilità delle vie biologiche all'erezione.

Questa decisione, affermando che le funzioni biologiche rientrano
nell'ambito pubblico, potrebbe avere un grosso peso nel momento in cui
l'industria si impegnerà nello sfruttamento delle banche del Dna.

A questo quadro vanno aggiunte le conseguenze più nefaste della
globalizzazione.
La Cina, ad esempio, corre il rischio di subire rappresaglie commerciali per
violazione delle norme del commercio internazionale, perché prevede di
abbassare per legge i prezzi. Questi rappresentano, infatti, il 60 % del
totale della sua spesa sanitaria, contro il 10-15 % della maggior parte dei
paesi sviluppati (8).

"Tra compagnie farmaceutiche, gestori di ospedali e medici, si è formata una
potente associazione, spiega Qiu Renzong, professore di bioetica
all'Accademia cinese delle scienze sociali. Noi produciamo medicinali
altrettanto efficaci di quelli provenienti dall'estero, ma i medici non li
prescrivono più".

Il New York Times, da parte sua, completa il quadro facendo notare che
"gruppi farmaceutici stranieri e fabbricanti di attrezzature mediche pagano
gli studi all'estero dei medici cinesi... e procurano loro biglietti aerei e
alberghi per assistere a conferenze (9)".

A fine maggio, a Bruxelles, il Guardian Weekly, dando conto delle attività
del Transatlantic Business Dialogue (Tabd) - gruppo di pressione di cui sono
membri i 100 maggiori industriali occidentali -, descrive l'impatto di
quello che definisce "l missile Cruise della globalizzazione", protetto da
questo gruppo e fondato sul principio "approvato una volta, accettato
ovunque".
Il settimanale londinese cita questo esempio: "Qualche anno fa, Pfizer ha
fabbricato valvole cardiache difettose che hanno ucciso 165 pazienti.
L'Europa è naturalmente preoccupata all'idea di dover accettare questa
valvola semplicemente perché ha ottenuto la benedizione dell'Agenzia
americana per gli alimenti e i medicinali (10)".

Allo stesso tempo, American Home Products sborserà quattro miliardi di
dollari per risarcire quattromila consumatori che le hanno fatto causa in
seguito all'uso di pillole dimagranti che provocano problemi cardiaci.
Gli ambienti affaristici non si interessano alle disposizioni particolari
dei singoli Stati su salute o norme di sicurezza, incluse le legislazioni
nazionali sugli stabilimenti di produzione di materiale medico - quando non
si tratta di vaccini (11).

Quanto al diritto di concorrenza, è ugualmente bistrattato, come dimostra il
caso del mercato delle vitamine, esploso nel 1999 e sfociato in una
moltitudine di processi - negli Stati uniti ma anche in Australia e in
Canada - alcuni dei quali tuttora in corso.
Le multe sono colossali: Pfizer ha accettato di pagare 20 milioni di dollari
per violazione della legge anti trust, tra il 1989 e il 1994.

Tre compagnie farmaceutiche giapponesi (Takeda Chemical, Eisai Co e Daiichi
Pharmaceuticals) hanno accettato di dichiararsi colpevoli e di pagare 137
milioni di dollari per accordi sui prezzi e spartizione del mercato mondiale
delle vitamine utilizzate sia in campo farmaceutico sia nell'industria
alimentare. (12).

Hoffmann-LaRoche, filiale della holding svizzera Roche, ha da parte sua
accettato di pagare 500 milioni di dollari di multa e la tedesca Basf 222
milioni di dollari, in previsione di un compromesso con la giustizia
americana. Secondo gli inquirenti, gli europei hanno cominciato a cospirare
all'inizio del 1991 con i giapponesi.

Gli uni e gli altri si incontravano regolarmente sotto falso nome, "Vitamins
Inc", per spartirsi le zone geografiche e fissare i prezzi e il volume della
produzione (13). Le compagnie danneggiate da queste pratiche - come la
tedesca Bayer o l'americana Quaker Oats - dovrebbero ricevere extra
giudizialmente 1,2 miliardi di dollari di risarcimento per il danno
commerciale subito.

Nel momento in cui la genomica apre orizzonti inattesi alla cura della
malattie, diventa urgente guidare l'industria farmaceutica verso una
maggiore trasparenza e un'etica più rigorosa e fare in modo che la ricerca
punti alla salute e al benessere di tutti, e non solo all'andamento delle
azioni.

Sommando i costi amministrativi, gli investimenti in marketing e vendita, si
ha un ammontare pari in media al 35% del fatturato dei laboratori, cioè il
doppio dei budget medi di ricerca e sviluppo !

Note: * Professore universitario, autore di "La pollution invisible" e di
"La recherche contre le Tiers Monde" (Presses universitaires de France,
Parigi, 1997 e 1993).

(1) Le Temps, Ginevra, 2 marzo 2000

(2) Le Monde, 10 ottobre 2000.

(3) Le Matin, Ginevra, 27 maggio 2000. Leggere anche la notevole inchiesta
in sei puntate del Washington Post, («The Body Hunters», dicembre 2000)
sulle sperimentazioni condotte da Pfizer nel 1996 in Nigeria e in altri
paesi del terzo mondo.
http://washingtonpost.com/wp-dyn/world/issues/bodyhunters/.

(4) The New York Times on the Web, 23 aprile 2000.

(5) Nel 1999, sono scaduti i brevetti di 36 medicinali, le cui vendite
annuali raggiungono 1,9 miliardi di dollari.

(6) Prescrire, Parigi, 18 gennaio 2001.

(7) «Profit at any cost» Down to Earth (Delhi), volume 8, n.16, 15 gennaio
2000.

(8) Financial Times, Londra, 1° giugno 2000.

(9) The New York Times on the Web, 19 novembre 1999.

(10) The Guardian Weekly, Londra, 26 maggio 2000.

(11) Si legga «US Request on Vaccines Ignored by Drug Firms», International
Herald Tribune, 9 febbraio 2001.

(12) Chemical and Engineering News, 20 settembre 1999.-

(13) The New York Times on the Web, 10 settembre 1999. (Traduzione di G.P.)
Tratto da
http://www.ilmanifesto.it/MondeDiplo/LeMonde-archivio/Marzo-2001/0103lm18.02.html
La MAFIA della SANITA': OMS, in NORVEGIA RIUNIONE tenuta a PORTE CHIUSE
(segreta perche' ?)
AZIENDE FARMACEUTICHE e FARMA-TRUFFE
(ANSA) BARI - 28 GEN.
Una richiesta di interdizione dall'attività o, in subordine alla chiusura,
la nomina di un commissario giudiziale per salvaguardare i livelli
occupazionali é stata chiesta dalla Procura di Bari per otto società
farmaceutiche, tra cui alcune multinazionali: Glaxo, Biofutura, Bracco,
Novartis, AstraZeneca, Lusofarmaco, Recordati e Bristol.
La richiesta è stata avanzata in base alla legge 231 del 2001 sulla
responsabilità amministrativa delle persone giuridiche. Spetterà ora al gip
del Tribunale di Bari Chiara Civitano decidere se accogliere la richiesta di
misura cautelare all'esito degli interrogatori dei responsabili legali delle
otto società.
Ai responsabili legali delle stesse società e, inoltre a quello della
Pfizer, è stata notificata anche un'informazione di garanzia. Nell'atto il
pm inquirente, Ciro Angelillis, contesta alle nove società per azioni, in
alcuni casi di aver omesso il controllo sull'attività dei propri dirigenti e
dei loro subordinati a cui sono attribuiti diversi reati in un altro
procedimento collegato, riguardante una gigantesca farma-truffa al Servizio
sanitario nazionale; in altri casi una fattispecie dolosa di concorso nel
reato attribuito a dirigenti, capi area e informatori scientifici di case
farmaceutiche accusati (in concorso con farmacisti e medici di famiglia
compiacenti) di aver truffato per diverse decine di milioni di euro il
Servizio sanitario nazionale.

A quanto si è saputo, per la Pfizer il magistrato non ha chiesto la misura
cautelare perché la multinazionale ha prodotto documenti attraverso i quali
sostiene di aver modificato, rispetto all'epoca della farma-truffa, i propri
moduli organizzativi e di aver allontanato le persone coinvolte.

Per decidere sulla richiesta di interdizione, il giudice ha già fissato le
udienze per gli interrogatori che cominceranno a metà febbraio e si
concluderanno a metà marzo. Nella sua richiesta il PM non indica il periodo
per il quale chiede l'interdizione dall'attività che, in base all'articolo
13 della legge 231/2001, non può essere inferiore a tre mesi e superiore ai
due anni.

Per i fatti che riguardano le responsabilità personali degli imputati il PM
Angelillis ha fatto notificare una richiesta di rinvio a giudizio nei
confronti di 125 persone (molte delle quali arrestate negli anni scorsi)
accusate, a vario titolo, di aver preso parte ad un'associazione per
delinquere finalizzata alla truffa aggravata al Servizio sanitario nazionale
e al falso. L'udienza preliminare si terrà nel maggio prossimo.
http://www.ansa.it/main/notizie/fdg/200601281728229129/200601281728229129.html
Conflitto di interessi
Le riviste scientifiche sono strumenti di marketing utilizzati dalle
industrie farmaceutiche, ed i medici i loro agenti ? 04-12-2003 -

"Forse le riviste scientifiche non sono nient'altro che strumenti di
marketing utilizzati dalle industrie farmaceutiche per i propri interessi, e
i medici e i ricercatori sono i loro agenti".

Così scriveva Richard Smith, direttore del prestigioso "British Medical
Journal", in un articolo apparso lo scorso 25 ottobre sul quotidiano
londinese "The Times".

La conclusione un po' pessimista è il frutto di una ricerca sui conflitti di
interesse esistenti tra aziende farmaceutiche, medici e giornalisti
scientifici, durata quasi 20 anni.

La stessa che Smith ha presentato lo scorso 3 novembre all'Istituto
Superiore di Sanità (ISS) durante il seminario sul tema "La necessità di una
ricerca biomedica indipendente". "Charles Nemeroff, della Emory University
School of Medicine di Atlanta", ha ricordato Smith, "pubblicò la recensione
di uno studio sui disturbi dell'umore apparso lo scorso febbraio sulla
rivista 'Nature Neuroscience', dichiarando di non aver alcun conflitto
d'interesse".
Tuttavia, va avanti il giornalista anglosassone, "egli era detentore del
brevetto di un cerotto al litio che l'articolo menzionava favorevolmente.
Era, inoltre, azionista della Corcept Therapeutics, l'azienda che aveva
condotto trial con il mefipristone; direttore e presidente, inoltre,
dell'advisory board della Cypress Bioscence, produttrice del milnacipran:
entrambi i farmaci venivano citati benevolmente nella recensione".

In Italia le cose non vanno certo meglio. Se nella letteratura scientifica
non abbiamo traccia di un caso eclatante quanto quello americano è solo
perché "nel nostro paese c'è molta omertà e qualora le società scientifiche
'combinino qualche pasticcio' si preferisce non dare rilievo all'evento",
afferma Alessandro Liberati, dell'Università di Modena e Reggio Emilia.

Proprio allo scopo di testare quanto venga sacrificata l'indipendenza della
ricerca nel nostro paese, il Coordinamento per la Integrità della Ricerca
Biomedica (Cirb) ha inviato a 99 società medico-scientifiche un questionario
per conoscere l'esistenza o meno di regole auto-imposte concernenti
l'obbligo di dichiarare, in caso di partecipazione a progetti di ricerca, i
possibili conflitti di interessi.
Delle 42 società che hanno compilato il questionario, solo otto hanno
ammesso di aver obbligato i propri relatori a dichiarare l'esistenza di un
conflitto di interesse all'atto di partecipare a un congresso.

"Le industrie farmaceutiche", dichiara Marco Bobbio, dell'Azienda
ospedaliera San Giovanni Battista di Torino, "finanziano più dei 2/3 di
tutti i progetti di ricerca realizzati in Italia e alimentano con le loro
donazioni il 50 per cento del budget complessivo delle società scientifiche.

Quest'ultime, pur di avere i finanziamenti, sono disposte ad accettare le
condizioni, i protocolli, i contratti forniti dalle industrie. Con questo
sistema le società perdono terreno sul fronte di una ricerca indipendente e
libera da condizionamenti: "molto spesso, prima di pubblicare uno studio,
sono obbligate per contratto a presentare preventivamente i risultati allo
sponsor, che in alcuni casi ha perfino il potere di bloccare la
pubblicazione".

Dal problema del business conflict non sono immuni altre categorie.
Soprattutto chi ha il compito di comunicare e divulgare la ricerca. Dei 121
giornalisti scientifici contattati dal Cirb, solo 39 (il 32 per cento del
campione totale) ha aderito all'iniziativa, nonostante i ripetuti solleciti.

Il 95 per cento di chi ha risposto è convinto che il problema investa la
divulgazione scientifica in generale ma non il proprio operato. Tuttavia, il
38 per cento di chi ha partecipato negli ultimi cinque anni a un congresso
organizzato a totale carico di un'azienda farmaceutica ha riconosciuto di
essersi sentito condizionato nella redazione dell'articolo di ritorno a
casa.

"Il problema", afferma Liberati, "è che il giornalista fa danni materiali
non perché metta in tasca chissà quali cifre ma perché viene usato dalle
industrie per diffondere certe informazioni.
A differenza della società scientifica, che nei rapporti con lo sponsor
probabilmente guadagna migliaia di euro".


Come risolvere il problema ?
"La nuova direttiva europea, in vigore in Italia dal gennaio 2004", risponde
Liberati, "dovrebbe garantire una maggiore incisività dei comitati etici,
gli organismi che per legge hanno il compito di verificare con spirito
critico i progetti di ricerca in corso presso aziende e unità ospedaliere".
Per il resto il problema è etico: "possono essere stabilite regole o leggi",
conclude Bobbio, "ma, fino a quando non ci sarà una disapprovazione sociale
da parte della comunità scientifiche e non, il problema non potrà trovare
soluzione. Potranno essere stabilite regole e approvate leggi per evitare i
conflitti d'interesse. Ma solo quando i soggetti coinvolti, più che
dichiarare l'esistenza di un conflitto, si porranno totalmente fuori dal
vorticoso circolo del business conflict, questo sarà finalmente spezzato".
By Raffaella Marino - Fonte: galileonet.it
Questo articolo è stato pubblicato il 21 novembre 2003 all'interno del
Magazine di Galileo, giornale di scienza e problemi globali, fondato a Roma
nel gennaio 1996 da un gruppo di scienziati e giornalisti scientifici.
Le Associazioni internazionali Medicines in Europe Forum (MiEF), Health
Action International Europe (HAI), e International Society of Drug Bulletins
(ISDB), scrivono una lettera al Presidente Barroso, per reiterare la loro
preoccupazione per la proposta di permetere alle industria del farmaco di
informare direttamente i cittadini. In Italia nessuno ne parla.
A che punto sarà l'iter della legge ? Chi deve decidere rifletterà sugli
esiti catastrofici di una simile scelta per tutti i cittadini europei ?
La lettera a Barroso: http://tinyurl.com/2f6b3k
Farmaci, arresti per i falsi test «Pillole pericolose in vendita»
Torino L'accusa: mazzette per le autorizzazioni. Guariniello: rete vasta e
grave : http://tinyurl.com/4poznq

Otto arresti per medicine-truffa, bufera sull'Aifa
TORINO - L'origine ha una data precisa: 3 agosto 2005. Quel giorno un
rapporto dei Nas di Torino lancia pesanti ombre su come l'Aifa, l'Agenzia
italiana per il farmaco, classifica e cataloga i medicinali da immettere
sul mercato : http://tinyurl.com/5cfjw5

"Non cambiare quell'etichetta farò finta di non accorgermene"
Il documento Nell'ordinanza i dialoghi fra i manager delle case
farmaceutiche e i "controllori". Chiesti in tutto una trentina di fermi :
http://tinyurl.com/5su4h4

Scandalo farmaci, una talpa in Procura
UNA donna. Probabilmente un pubblico ufficiale in servizio alla procura, a
Torino. Una signora che «chiede "qualcosa" e in cambio fornisce informazioni
un po' alla volta» : http://tinyurl.com/5jtt6x

"Analisi prive di significato" L'inchiesta parte dall'ateneo
Il retroscena I test di un laboratorio aprono la pista seguita da
Guariniello : http://tinyurl.com/6oca9r

Frode sui farmaci, otto arresti
Sanità e scandali. Inchiesta della Procura di Torino: sul mercato senza
controlli prodotti a rischio : http://tinyurl.com/5c3otf

Medicine, tangenti per evitare i controlli
Due anni di indagini, intercettazioni telefoniche e filmati hanno portato
ieri in carcere o agli arresti domiciliari sette fra dirigenti dell'Agenzia
Italiana per il Farmaco (Aifa) e rappresentanti o procuratori di aziende
farmaceutiche : http://tinyurl.com/6o5umy

Farmaci e mazzette: arrestati due funzionari dell'Aifa e sei rappresentanti
di aziende : http://tinyurl.com/54rv7e

Viaggi premio e mazzette: così le case farmaceutiche "velocizzavano"le
medicine.
Come ai tempi di Duilio Poggiolini, il potente direttore generale del
ministero della Sanità che, per più di un decennio, si faceva pagare
salatamente dalle case farmaceutiche che chiedevano l'autorizzazione per
mettere sul mercato nuove medicine : http://tinyurl.com/6ekehh

Tratto da. www.mednat.org
--
dr. G. Paolo Vanoli - Giornalista pubblicista - Consulente in Scienza della
Nutrizione e Medicine Naturali
http://www.mednat.org/curriculum.htm
"Prima ti ignorano. Poi ti deridono. Poi ti combattono. E poi tu vinci"
(Gandhi)
Ignazio GSS©
2009-02-03 20:03:28 UTC
Permalink
Cambia argomento, vai!
Bella figura che hai fatto :)
max(L)
2009-02-03 20:07:55 UTC
Permalink
Post by G. Paolo
Ognuno ha la medicina e le cure che si merita
E infatti tu ti curi bevendo piscio. Tutto quadra alla perfezione.
uh... non mi pare abbia scritto nulla circa l'analcolico
biondo che ti piace tanto..
Ignazio ha ragione: hai la cura che ti meriti.

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